Codice internazionale di deontologia degli assistenti sociali

Adottato dall'Assemblea generale degli Assistenti sociali nel luglio 1976 e pubblicato in:  Conseil de l'Europa, Strasbourg 1987. 

Preambolo

Il Servizio sociale, nato da ideali umanitari, religiosi e filosofici, si ispira alla filosofia democratica.

Il Servizio sociale è impegnato universalmente:

  • ad operare per il benessere dell'uomo;

  • a valorizzare le risorse che, in ogni società, possono rispondere alle aspirazioni e ai bisogni nazionali e internazionali di individui e di gruppi;

  • a promuovere la giustizia sociale.

Titolo I – Principi

1.1. Ogni essere umano ha un valore unico, indipendentemente dall'origine, dall'etnia, dal sesso, dall'età, dalle credenze, dalla condizione economica o sociale nella società in cui vive.

1.2. Ogni persona ha diritto a delle condizioni di esistenza che assicurino la sua dignità e il pieno sviluppo della sua personalità entro i limiti del rispetto degli stessi diritti degli altri.

1.3. Ogni società, qualunque sia la sua organizzazione, deve tendere a consentire all'insieme dei suoi membri il massimo di opportunità.

1.4. L'Assistente sociale ha la responsabilità di mettere le sue conoscenze e la sua competenza a servizio degli individui, dei gruppi delle comunità, per aiutarli ad assumersi il proprio sviluppo, a risolvere le difficoltà generate dalle interazioni individuo/società e dalle situazioni impreviste e imprevedibili.

Titolo II - Regole di condotta etica.

Generalità

2.1. Ricercare e riconoscere il valore di ogni individuo, gli elementi che condizionano il comportamento, le cause oggettive e costanti che generano la situazione problematica o che la favoriscono, al fine di determinare la natura e la forma dell'intervento da fare o da proporre.

2.2. Identificare e interpretare i bisogni sociali, l'origine e la natura dei problemi degli individui, dei gruppi, della comunità sia a livello nazionale che internazionale.

2.3. Mettere la propria competenza professionale a servizio dell'elaborazione e dello sviluppo delle politiche e dei programmi di azione sociale rivolti al miglioramento della qualità della vita di ogni società, tenendo conto delle loro differenze, particolarità e specificità.

2.4. Vigilare sul rispetto dell'etica professionale e reprimere ogni comportamento che provochi danno agli utenti o alla professione.

2.5. Elaborare e sviluppare la formazione al fine di garantire la competenza professionale e l'apertura mentale che consentano alla professione di raggiungere in modo soddisfacente i propri obiettivi.

2.6. Essere il più possibile obiettivi:

  • riconoscere i propri limiti personali e professionali;

  • usare metodi di lavoro sperimentati e riconosciuti dalla professione;

  • precisare in occasione di interventi orali o scritti se l'assistente sociale si esprime a titolo personale o quale rappresentante di una associazione o di un organismo.


Titolo III - Principi relativi agli utenti

3.1. Aiutare gli utenti, individui, gruppi o comunità ad assumersi le loro responsabilità sul piano personale, professionale, familiare, sociale, a trovare la loro realizzazione negli ambienti dove si svolge la loro vita, a sviluppare le potenzialità di cui sono portatori, a facilitare l'esercizio dei loro diritti, la comunicazione inter-personale, con i gruppi, le istituzioni pubbliche o private.

3.2. Garantire all'utente il rispetto dell'intimità sua e della sua casa; il segreto professionale.

L'uso e la trasmissione a colleghi e a terzi delle informazioni raccolte, della valutazione delle situazioni acquisite dall'Assistente sociale nell'esercizio delle sue funzioni, saranno possibili nell'interesse dell'utente, nei limiti richiesti dalla natura dell'intervento, e sotto riserva degli obblighi inerenti al segreto professionale. L'utente ne sarà informato e dovrà dare il suo consenso all'uso delle informazioni che lo riguardano, salvo i casi in cui sia nell'incapacità di esprimerlo a ragione della sua età, di handicap fisico o mentale, o di ogni altra causa indipendente dalla sua volontà. L'Assistente sociale deve osservare lo stesso comportamento in seno ad una équipe istituzionale o informale, multi-interdisciplinare, la messa in comune di informazioni e di documenti relativi all'utente e subordinata al suo interesse, valutato in rapporto alla sua situazione globale, personale e sociale.

3.3. Riconoscere e rispettare le scelte personali e le responsabilità dell'utente tenendo conto delle sue origini, dei suo ambiente sociale, delle sue potenzialità.

Nell'intervento d'aiuto l'Assistente sociale deve accordare la stessa attenzione indistintamente a tutti gli utenti.

Inoltre, deve seguire ogni azione intrapresa a vantaggio dell'utente per tutto il tempo che la situazione problematico lo richieda. Se l'Assistente sociale si trova in una situazione personale suscettibile di influenzare e compromettere la sua oggettività, deve consultarsi con un collega o, se l'interesse dell'utente lo esige, consigliarlo di rivolgersi ad altro Assistente sociale.

3.4. Nel caso in cui gli scopi o le strutture dell'istituzione non assicurassero all'utente la garanzia dei principi sopra enunciati, l'Assistente sociale ha il dovere di informarlo al fine di lasciargli piena libertà d'azione.


Titolo IV - Principi relativi alle organizzazioni

4.1. Lavorare o collaborare con le organizzazioni la cui politica e attività abbiano per obiettivo di fornire un'adeguata prestazione di servizi e che consentano una prassi professionale in accordo con le finalità della professione.

4.2. Assicurare le funzioni professionali in modo responsabile, in conformità degli obiettivi perseguiti dalle organizzazioni, contribuendo allo sviluppo di politiche, prassi e procedure che garantiscano prestazioni soddisfacenti per gli utenti.

4.3. Prendere tutte le iniziative atte a promuovere cambiamenti auspicabili di politica o di metodi, utilizzando i canali gerarchici propri dell'organizzazione. Se i risultati si rivelassero insufficienti o inadatti, rivolgersi ai livelli superiori.

4.4. Presentare ai responsabili dell'organizzazione relazioni sull'attività svolta i risultati raggiunti, le difficoltà incontrate, i miglioramenti da proporre in funzione degli sviluppi constatati.


Titolo V - Principi relativi ai colleghi

5.1. Rispettare le competenze e l'ambito di azione dei colleghi e di ogni professionista con i quali si collabora ricercare ogni cooperazione utile e necessaria a raggiungere piena efficacia a vantaggio degli utenti.

5.2. Rispettare le differenze d'opinione dei colleghi ed astenersi da critiche che possano nuocere loro.

5.3. Portare a conoscenza degli ambienti professionali competenti ogni violazione degli interessi degli utenti, ogni attentato alle norme professionali e alle regole deontologiche. Assicurare la difesa dei colleghi da azioni ingiuste.


Titolo VI - Principi relativi alla professione

6.1. Conservare i valori fondamentali sui quali poggia la professione.

6.2. Sostenere programmi di formazione di base e permanente degli Assistenti sociali che diano garanzia di qualità in rispondenza alle esigenze di sviluppo della società, ai cambiamenti di mentalità, alle conoscenze, ai bisogni.

6.3. Partecipare alle occasioni professionali di scambio di conoscenze, esperienze dibattiti sul Servizio sociale.

6.4. A partire dai fondamenti del Servizio sociale, promuovere la conoscenza della professione per una utilizzazione della stessa conforme alle sue finalità e per un riconoscimento legale che permetta di assicurare le garanzie indispensabili al suo esercizio.


* Tratto da Antonio Tiberio, Giuseppe Viani (1997) Manuale del sociale. Aree di intervento e quadro normativo 2^ ed. 1999, FrancoAngeli, Milano, pp.283-286

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