Il Consiglio Regionale mandato 2017-2021

APERTURA SEGRETERIA MESE DI AGOSTO

Nel mese di agosto l'ufficio di Segreteria osserverà il seguente orario di apertura al pubblico:

Mercoledì dalle ore 11.00 alle ore 13.00

Dal 14 al 18 agosto l'ufficio rimarrà chiuso.

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Elezioni del Consiglio regionale e del Revisore dei conti - anno 2017

I RISULTATI DELLE ELEZIONI : comunicazione al Ministero della Giustizia

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Progetto Professionalità XIX edizione. Bando della Fondazione Banca del Monte di Lombardia

Dal 21 giugno 2017 è attivo il nuovo bando Progetto Professionalità "Ivano Becchi" - XIX edizione (2017/2018), l'iniziativa annuale promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia a favore della crescita professionale dei giovani lombardi. Sarà possibile iscriversi fino al 15 novembre 2017. Si tratta di una straordinaria opportunità che permette ai beneficiari di vivere esperienze pratico-lavorative su misura, in Italia o all'estero, senza sostenere alcuna spesa.

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Relazione di fine mandato

Cari colleghi e colleghe assistenti sociali,
si è concluso il mandato consiliare 2013-2017 e a breve, il 25 luglio, si insedierà il nuovo consiglio regionale.
Abbiamo ritenuto opportuno redigere una relazione di fine mandato per descrivere sia le principali attività svolte durante questi anni, sia le attività che riteniamo sarebbe opportuno portare avanti o concludere.
Ci è sembrato funzionale raccogliere poi negli allegati, un riepilogo dei documenti prodotti, degli eventi realizzati e una sintesi delle indennità, gettoni, rimborsi e compensi.
Quanto elaborato nasce da un nostro preciso dovere etico, deontologico e professionale in un'ottica di porsi al servizio di tutta la comunità professionale.
Auguriamo al nuovo Consiglio un buon lavoro!

Il Presidente Egidio Turetti
La Vicepresidente Valeria Curreli
Il Segretario Alessandra Spinelli
Il Tesoriere Patrizia Angeli

Relazione di fine mandato

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Coordinatore Genitoriale

Il metodo della Coordinazione Genitoriale nasce negli anni '90 negli Stati Uniti per approcciare in maniera appropriata l’alta conflittualità genitoriale È un metodo di riduzione del danno che si differenzia quindi dalla mediazione famigliare, che è invece identificato tra i metodi di ADR di prevenzione del danno e del rischio.

Giunto in Italia da pochi anni, ha rapidamente creato curiosità tra gli operatori del diritto e del sociale come metodo che poteva finalmente colmare una lacuna nell’approccio alla conflittualità. Il metodo ella coordinazione genitoriale infatti è pensato in maniera specifica per l’alto conflitto. Si caratterizza per essere un metodo di riduzione del danno che si differenzia dalla mediazione famigliare sia per lo stile comunicativo e per le procedure utilizzate che sono specifiche e coerenti con lo scopo di contenimento del conflitto verso la finalità pragmatica di diminuire l’esposizione al conflitto dei bambini ed educare i genitori al riconoscimento del proprio agire nel fomentare o mantenere il conflitto.

Il CROAS Lombardia è in prima linea per la diffusione di tale figura e per far si che gli assistenti sociali siano professionisti riconosciuti per svolgere il ruolo di Coordinatori Genitoriali.

In Italia questa figura professionale non è disciplinata, pertanto tale metodo è utilizzabile all’interno dei Servizi Sociali, per esempio su mandato dell’Autorità Giudiziaria, oppure può essere una scelta privata, quella di una figura neutra, incaricata da entrambi i genitori (spesso con il supporto dei propri difensori) anche condivisa in fase giudiziale con i referenti dell’Autorità Giudiziaria. L’incarico quindi ad un coordinatore genitoriale potrebbe arrivare sia in fase stragiudiziale direttamente dalle coppie in sede di separazioni altamente conflittuali quando il ricorso alla mediazione non sarà proponibile ed anche in fase giudiziale tramite incarico dell’Autorità Giudiziaria ai servizi sociali o tramite incarico dei genitori ad un professionista privato con il consenso del Giudice.

Per quanto la figura del Coordinatore Genitoriale sia affine alla formazione degli Assistenti Sociali è opportuno che per l’utilizzo appropriato di questo metodo, tanto specifico e complesso, che ha sollecitato l’interesse di molte professioni, che la preparazione sia condivisa sulla base di criteri chiari. Pertanto sia chi lo utilizzerà all’interno del proprio lavoro nei servizi sociali sia chi si proporrà come professionista privato dovrà essersi formato in maniera specifica. Non è infatti sufficiente per nessun professionista la sola formazione accademica o l’eventuale formazione nella gestione dei conflitti. La conoscenza del metodo è fondamentale.

Il CROAS Lombardia è già partner attivo nel gruppo di studio che nel corso dell’ultimo anno si è incontrato regolarmente presso il Tribunale Ordinario di Milano, costituito da magistrati della IX° sezione, da rappresentanti dell’Ordine degli Assistenti sociali, dell’Ordine degli Avvocati, dell’Ordine degli Psicologi, da esperti del metodo di coordinazione genitoriale e qui approfondito secondo l’approccio dell’ideatrice “Debra Carter”.

Contemporaneamente al tentativo di definire gli scenari di implementazione del metodo nel sistema italiano, il gruppo di lavoro interprofessionale ha lavorato per delineare la figura del coordinatore genitoriale individuando e condividendo i requisiti di cui i professionisti devono essere in possesso per svolgere al meglio questa funzione e potersi offrire ai potenziali richiedenti con competenza (avvocatura, clienti privati, servizi sociali, magistratura).

Il 13 giugno scorso si è tenuto un Seminario sulla figura del Coordinatore Genitoriale presso il Tribunale Ordinario di Milano, in cui si sono presentati i differenti modelli esistenti, gli ambiti di applicazione, i primi interventi della giurisprudenza e la formazione comune.

Il Gruppo di Studio di Milano ha delineato un progetto formativo per accrescere le conoscenze e le competenze dei professionisti: il progetto formativo prevede alcune aree comuni a tutte le professioni, mentre altre dovranno essere approfondite in relazione alla precedente formazione accademica.

Gli argomenti necessari a completare la formazione accademica degli Assistenti sociali sono i seguenti:

o metodo, procedure, strumenti della coordinazione genitoriale;

o diritto di famiglia (comprese le novità legislative) e procedure giudiziarie;

o metodi e strumenti per la gestione del conflitto;

I corsi rivolti agli assistenti sociali sul tema della coordinazione genitoriale quindi dovranno includere questi temi ed avere una durata almeno di 21 ore.

Per gli avvocati e per le altre professioni dovranno essere approfonditi altri temi non rilevabili nelle formazioni accademiche: ad es. il sistema dei servizi pubblici, l’organizzazione delle istituzioni, il lavoro di comunità, il lavoro di rete, ecc. competenze queste già insite nella nostra professione.

Il Croas Lombardia, attraverso il gruppo tematico sulla Libera Professione, consapevole dell'importanza di diffondere il metodo della coordinazione genitoriale in un contesto generale in cui il numero di separazioni altamente conflittuali è in costante aumento, sta raccogliendo le adesioni di coloro che sono interessati a svolgere tale incarico,quindi invita i propri iscritti in possesso dei requisiti identificati sia formativi sia di esperienza professionale ad iscriversi all’elenco di Coordinatori Genitoriali, per il momento attraverso il modulo disponibile sul sito.

Nei prossimi mesi verranno costantemente comunicate le ulteriori iniziative messe in campo dal CROAS per agevolare gli iscritti nella formazione e nelle promozione di tale figura.

Richiesta di iscrizione all’Elenco dei Coordinatori Genitoriali : modulo

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Amministratore di sostegno

Con la legge 6/04 i servizi sociali hanno assunto nuovi obblighi, e l’Ordine ha sostenuto la professione degli assistenti sociali con studi, seminari, percorsi formativi e pubblicazioni.

Nell’ambito di questo impegno risaltano le linee di indirizzo per un corretto approccio al dovere di promuove un ricorso d’ufficio e, a breve, le indicazioni metodologiche per la gestione delle amministrazioni di sostegno quando i Giudici scelgono di affidarle ai rappresentanti legati degli enti secondo il 4° comma dell’art. 408 c.c.. (documenti reperibili sul nostro sito, nell’area del consiglio dedicata al gruppo di lavoro sull’amministrazione di sostegno).

Il gruppo di lavoro consigliare sulla Libera professione sta sviluppando l’impegno della categoria nell’ambito della gestione delle amministrazioni di sostegno: c’è stato un primo corso di formazione promosso dall’Ordine (ne seguiranno altri) e ai partecipanti è stata chiesta formale disponibilità ad essere segnalati ai Giudici per essere nominati AdS nei casi in cui non ci siano persone disponibili all’incarico nell’ambito della famiglia e dei parenti. Stessa disponibilità è stata richiesta per la segnalazione ai servizi sociali che, nell’ambito del ricorso d’ufficio, intendano segnalare al Giudice persona idonea e disponibile per l’incarico di AdS.

Medesima opportunità è data agli assistenti sociali che intendono mettere a diposizione il proprio tempo e la propria competenza per questo ruolo che ha una rilevante funzione sociale.

Si ricorda che l’incarico è gratuito e che è facoltà del Giudice (e a sua completa discrezione)  riconoscere all’AdS un equo indennizzo a fronte della complessità del lavoro svolto e quando il patrimonio del beneficiario lo consente.

Richiesta di iscrizione all'elenco degli Amministratori di Sostegno: modulo

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DAL CNOAS - Formazione continua: Problematiche rilevazioni presenze

Per ovviare alle difficoltà che in alcuni casi sono intercorse nella rilevazione informatica, dopo specifica richiersta, il CNOAS ha provveduto allo sblocco di tali corsi in modo da permettere l'inserimento da parte del singolo iscritto dei relativi ID; pertanto l'Ente organizzatore invierà l'attestato ai partecipanti per i quali si sono presentati problemi tecnici nella lettura del codice fiscale ma che hanno presenziato minimo l'80%.

Comunicazione CNOAS Prot. 2855/17

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Questionario ricongiungimenti familiari

La Fondazione Nazionale degli Assistenti Sociali ha pubblicato un questionario con una breve richiesta di informazioni sul tema dei ricongiungimenti familiari.

Si possono trovare l'avviso ed il questionario nell'apposita sezione del sito della Fondazione: 

http://www.fondazioneassistentisociali.it/avvisi/2017_05_05.html 

Si informa che il termine della raccolta dei questionari è stato prorogato.

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UEPE DI MILANO e UEPE LOMBARDIA: riforma della Giustizia

L’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia è a fianco dei colleghi del UEPE nella difesa della professione messa in difficoltà dalla riforma della Giustizia. Sollecitiamo pertanto il Ministro Orlano a mettere in atto tutte le azioni necessarie allo svolgimento dell’attività degli assistenti sociali impiegati nei servizi dell’amministrazione della giustizia.

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